Fiducia a Santanchè, ma resta l’ipotesi dimissioni
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Mozione di sfiducia respinta. Con 206 voti contrari (134 sì e 1 astenuto) l’Aula della Camera dei Deputati si è opposta alla richiesta avanzata dalle opposizioni nei confronti di Daniela Santanchè.
C’era tanta attesa per il dibattito in Parlamento: il ministro del Turismo per la seconda volta, da quando è in carica, ha incassato la fiducia del centrodestra di fronte alle accuse dell’opposizione.
A differenza della volta precedente, però, Santanché ieri ha aperto all’ipotesi di eventuali dimissioni. «Farò una riflessione per valutarle» in occasione della prossima udienza a Milano per l’accusa di truffa all’Inps, ha spiegato durante il dibattito a Montecitorio. «Lo farò da sola, senza pressioni, costrizioni o paventati ricatti. Guidata solo dal rispetto del mio premier, del governo, della maggioranza, ma soprattutto per l’amore per il mio partito, dove certo io non vorrò mai diventare un problema»
Parole accolte con favore da Fratelli d’Italia. «Abbiamo apprezzato l’intervento del ministro Santanchè», ha affermato il vicepresidente del gruppo alla Camera, Massimo Ruspandini, che ha rivendicato gli ottimi risultati ottenuti dal governo in materia di turismo e la capacità di riaffermare la centralità del comparto nell’economia italiana e nell’azione dell’esecutivo.
«Santanchè – ha sottolineato ancora – ha giustamente rivendicato di pretendere che valga anche per lei la presunzione di innocenza prevista dalla Costituzione. Va però ringraziata anche per quello che ha chiaramente detto al termine del suo intervento e cioè che, qualora venga malauguratamente rinviata a giudizio per la vicenda Inps, farebbe prevalere il cuore alla ragione e lascerebbe il suo incarico governativo per amore e rispetto di FdI e del presidente del Consiglio».
Il riferimento è al rischio di un nuovo eventuale processo per la senatrice di FdI, oltre a quello sul caso Visibilia, sulla presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps, in merito alla cassa integrazione nel periodo del Covid. La Cassazione ha sciolto il nodo sulla competenza e stabilito che il processo si dovrà tenere a Milano: l’udienza è in programma il 26 di marzo.
La titolare del Mitur è anche indagata per bancarotta legata al fallimento di Ki Group srl e di Bioera, società del settore bioalimentare.